Network Italiano per l’Autismo (ITAN)

progetto n. 6 Network Italiano per l’Autismo (ITAN) sfidAutismo17

Le basi del Progetto

L’autismo e’ un disturbo psichiatrico con una forte componente familiare e genetica: si calcola che circa il 20% dei casi si possano ricondurre a singole varianti con un effetto marcato, mentre nei restanti casi la componente genetica e’ piu’ complessa e parzialmente sconosciuta.

Tramite tecniche genomiche, siamo oggi in grado di condurre studi di associazione su larga scala, confrontando il DNA di pazienti autistici con quello di individui o familiari non affetti, per identificare nuovi fattori di rischio.

Per promuovere la ricerca sulle basi genetiche dell’ autismo, nel 2007 la Fondazione SmithKline ha dato vita a un network italiano, oggi divenuta una fondazione autonoma, chiamata ITAN, a cui hanno contribuito attivamente 13 centri sul territorio italiano.

Il network si basa su:

  • la caratterizzazione clinica di circa 250 famiglie con membri affetti da disturbi dello spettro autistico.
  • la raccolta di materiale biologico per analisi genetiche e proteomiche.
  • una collezione del materiale biologico, ospitata presso l’Universita’ di Verona, e una banca dati ad essa associata.

Lo Studio di associazione genotipo-fenotipo su scala genomica di famiglie del Network Italiano per l’Autismo (ITAN) è un progetto della durata di 24 mesi le cui parole chiave sono Genetica, famiglie, poligenic risk score, trio, DNA chips

Abstract del progetto

Recenti studi hanno dimostrato una importante componente genetica nell’etiologia dei disordini dello spettro autistico, con una chiara evidenza per alcune mutazioni rare. Tali mutazioni contribuiscono a spiegare il rischio genetico in una limitata proporzione di casi, mentre la componente genetica della restante maggioranza dei pazienti sembrerebbe essere spiegata da polimorfismi genetici comuni. L’analisi genetica su larga scala di collezioni di famiglie con pazienti autistici clinicamente ben caratterizzati risulta uno degli approcci piu’ efficaci per identificare e comprendere il contributo genetico di varianti rare e comuni nell’ eziopatogenesi della malattia.

In questo contesto si inserisce un’iniziativa italiana, il Network Italiano per l’Autismo (ITAN), nata per costituire un database clinico associato a una biobanca di materiale genetico, genomico e proteomico basato su collezioni di famiglie con pazienti autistici reclutate tramite uno studio multicentrico e caratterizzate estensivamente dal punto di vista clinico.

Una parte dei soggetti dello studio ITAN è stata parzialmente caratterizzata dal punto di vista genetico/genomico in studi collaborativi internazionali, producendo risultati preliminari che mettono in evidenza il potenziale valore della collezione.

Con il presente progetto si propone di

  1. completare la caratterizzazione genetica su larga scala della collezione ITAN tramite DNA chips dedicati allo studio di varianti comuni e rare implicate nella genetica delle malattie psichiatriche
  2. investigare l’associazione tra contributo genetico di varianti comuni e fenotipi clinici (incluso disturbi del linguaggio e cognitivi)
  3. identificare nuove varianti potenzialmente responsabili dello sviluppo di autismo tramite la ricerca di mutazioni rare specifiche in soggetti autistici all’interno delle famiglie

Il progetto proposto aprirà la possibilità a ITAN, tramite la condivisione dei dati clinici e genetici ottenuti, di entrare a far parte di consorzi genomici a livello mondiale, garantendo quindi un importante contributo italiano alla comprensione delle basi biologiche dell’autismo.

In secondo luogo, l’accesso ai dati genomici su larga scala consentirà di derivare fattori di rischio poligenici da utilizzare come variabili chiave nella comprensione dei correlati clinici dell’autismo.

Infine, l’identificazione di nuove mutazioni rare in famiglie specifiche aprirebbe l’opportunità di comprendere nuovi meccanismi alla base della patologia, di investigare le manifestazione cliniche ad essi associate e fornire le basi per lo sviluppo di nuove terapie.

Responsabile del progetto

Domenici Enrico
Prof. Associato presso Centro di Biologia Integrata, Universita’ di Trento
Laboratorio Neurogenomic Biomarkers

Progetto nel dettaglio