Autismo e video modeling: ricerche e applicazioni


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Che cos’è il video modeling?

Il video modeling è un sistema di autoapprendimento per imitazione, sviluppato attraverso la presentazione di filmati che illustrano le modalità adeguate di comportamento o le azioni da effettuare in funzione di certi scopi.

Negli ultimi venticinque anni si sono registrate varie applicazioni del video modeling per favorire l’apprendimento di persone con autismo.

Varie ricerche hanno documentato come tale strategia possa costituire uno strumento importante e significativo per facilitare apprendimenti funzionali in soggetti di varie età con disturbi dello spettro autistico, anche se a questi contributi sperimentali non sono seguiti, almeno nel nostro paese, concrete applicazioni didattiche e riabilitative.

Quali sono le applicazioni?

L’ambito di questa ricerca è quindi l’inclusione scolastica e la creazione di metodologie didattiche per le persone con disabilità ed autismo e si articola in due aree:

  •  Ricerca di base e applicata per diagnosi, trattamento e sostegno della popolazione con autismo in età evolutiva ed adulta;
  • Sostegno alle famiglie di persone con autismo per la promozione della qualità di vita loro e dei loro cari.

Quali gli obiettivi?

L’obiettivo è sperimentare cosa può rendere sempre più efficace per le persone con autismo l’uso del video modeling e creare un laboratorio permanente per realizzare video modeling e renderli facilmente fruibili a tutti, anche su dispositivi mobile, da parte di insegnanti, educatori, operatori della riabilitazione, famiglie e individui con autismo (quando la funzionalità cognitiva ne può consentire un utilizzo autonomo).

Dove si svolge la ricerca?

Presso il Dipartimento di Lingue, Letterature, Comunicazione, Formazione e Società (DILL) dell’Università di Udine, che è l’Ente presentatore del progetto, dove è attivo il Laboratorio Includere, che dispone di risorse umane e tecniche per poter implementare adeguatamente il progetto.

Video modeling in concreto

A partire dai primi anni ’90  la strategia del modeling è stata esplorata e concretamente implementata utilizzando la tecnologia video, che consente di mettere in atto situazioni di autoapprendimento per imitazione.

Il video modeling consiste nella presentazione di filmati che illustrano la modalità adeguata di comportamento in certi contesti o la corretta esecuzione di azioni in funzione dell’apprendimento di specifiche abilità.

In concreto, una situazione tipica di video modeling prevede la visione individuale di una dimostrazione videoregistrata, seguita dall’imitazione dei comportamenti osservati nel filmato.  Come modello possono essere coinvolti dei coetanei, magari i compagni di classe se il bambino frequenta la scuola, i familiari, degli adulti conosciuti o meno.

E’ possibile che i video vengano registrati anche sui comportamenti della stessa persona con disturbi dello spettro autistico: in questo caso si parla di video self-modeling.  In tali situazioni il comportamento dell’individuo viene montato inserendo nel video solo le azioni positive e funzionali in relazione agli obiettivi di apprendimento.

L’imitazione

Malgrado l’imitazione sia un ambito nel quale le persone con autismo manifestano grosse problematiche e difficoltà, si è potuto appurare che esse tendono ad imitare con maggiore facilità quello che vedono nei video, in confronto a quanto possono osservare nell’interazione diretta faccia  a faccia.

A questo proposito si può sicuramente affermare che il video modeling e il video self-modeling rappresentano strategie potenti per facilitare apprendimenti funzionali, i quali tendono anche a mantenersi nel tempo e a generalizzarsi con maggiore efficacia in situazioni e contesti diversi da quelli originali. Ad esempio:

  • attivare l’attenzione sull’oggetto dell’insegnamento;
  • possibilità di visione reiterata del filmato, che certamente aiuta a fissare in memoria le caratteristiche del comportamento che ci si prefigge di insegnare;
  • enfasi che viene data alla processazione delle informazioni visive, che risultano sicuramente più significative in confronto a quelle di tipo verbale;
  • evitamento dell’interazione faccia a faccia fra la persona con autismo e l’interlocutore, come quella che si determina nei processi di modeling tradizionali.

Risultati e potenzialità

In generale i risultati sono stati assai significativi, anche se non sempre convergenti per tutti i soggetti coinvolti nelle sperimentazioni.  Allo stesso modo, il mantenimento nel tempo delle acquisizioni e la generalizzazione delle stesse in altri contesti sono risultate positive in alcuni studi e meno in altri.

In sintesi, l’analisi della letteratura mette in risalto le potenzialità della strategia del video modeling per favorire l’apprendimento di soggetti con disturbi dello spettro autistico, anche se appare evidente l’esigenza di ulteriori ricerche che possano affrontare alcuni aspetti strategici per l’implementazione di interventi educativi e riabilitativi fondati sull’utilizzo di tale metodologia.  In particolare sarebbe importante:

 

  • verificare gli aspetti tecnici della strategia che possono renderla più efficace quando applicata con soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico (tipologia del modello, caratteristiche tecniche del filmato, durata degli stessi, ecc.);
  • sperimentare l’efficacia del video modeling presentato non nella sua forma classica con visione di filmati su personal computer o TV, ma con applicazioni gestibili da supporti mobili (smartphone, tablet);
  • valutare in maniera sistematica le potenzialità del video self-modeling con soggetti che presentano disturbi dello spettro autistico;
  • promuovere l’utilizzo del video modeling all’interno delle classi come strumento inclusivo;
  • creare situazioni di generalizzazione utilizzando video che presentano la stessa abilità in contesti differenti.

 

Il presente progetto di ricerca vuole andare in questa direzione, proponendo un articolato sistema di sperimentazioni sul campo della strategia del video modeling.

Oltre ciò, si prevede la costituzione di uno specifico laboratorio permanente on line, che possa facilitare la fruizione gratuita dei prodotti di ricerca e degli strumenti da parte di educatori, operatori della riabilitazione, familiari e soggetti con disturbi dello spettro autistico.

Si tratta di un progetto di ricerca e intervento originale, che viene presentato per la prima volta e che non gode di altri finanziamenti.

Referente

Il progetto sarà sviluppato dal Laboratorio Includere del Dipartimento di Lingue, Letterature, Comunicazione, Formazione e Società (DILL) dell’Università di Udine, che dispone di risorse umane e tecniche adeguate.  Si stanno attivando al momento contatti con vari Enti e Associazioni (La Nostra Famiglia, Centro Socio-educativo “Francesca di Urbino, ecc.) per avere le collaborazioni necessarie alla fase implementativa.

Progetto a cura del Laboratorio Includere del Dipartimento di Lingue, Letterature, Comunicazione, Formazione e Società (DILL) dell’Università di Udine

Il referente del progetto è il prof. Lucio Cottini professore di pedagogia speciale all’Università di Udine, da molti anni si dedica alla ricerca pedagogica nel campo dell’autismo.

Per approfondire

Progetto FIA – Autismo e video modeling: ricerche e applicazioni


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